L’acqua potabile che arriva nelle nostre abitazioni viene sottoposta a numerosi controlli lungo tutta la filiera, dalla captazione fino alla rete di distribuzione. Ma cosa succede dopo il punto di consegna? E, soprattutto, chi verifica che la qualità dell’acqua non venga compromessa dall’impianto idrico interno di un condominio? È una domanda sempre più importante per amministratori condominiali, proprietari e residenti. Un’acqua perfettamente conforme quando viene immessa nella rete condominiale può, infatti, essere influenzata dalle condizioni dell’impianto interno dell’edificio: tubazioni datate, ristagni, serbatoi, autoclavi, temperature elevate, materiali non idonei, accumuli di sedimenti e scarsa manutenzione possono rappresentare fattori da valutare.Il tema dell’analisi delle acque in condominio riguarda quindi non soltanto la qualità dell’acqua destinata a bere e cucinare, ma anche la corretta gestione e manutenzione dell’impianto idrico comune. Il quadro normativo italiano è stato aggiornato dal D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18, che ha recepito la direttiva europea 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Il decreto è entrato in vigore il 21 marzo 2023. È importante, tuttavia, distinguere tra obblighi previsti specificamente per gli edifici prioritari e gestione degli impianti degli edifici residenziali e condominiali, che rientrano generalmente tra gli edifici non prioritari. L’Istituto Superiore di Sanità chiarisce infatti che abitazioni private e aree condominiali sono ricomprese tra gli edifici non prioritari, per i quali non sussiste lo stesso regime di obblighi previsto per le strutture prioritarie. Ciò non significa che la manutenzione dell’impianto idrico condominiale possa essere trascurata.

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28 DOMANDE FREQUENTI SU ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO – FAQ

CHE COSA SIGNIFICA  ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO?

Con l’espressione analisi delle acque condominiali si indica generalmente l’insieme delle attività di campionamento e analisi effettuate su campioni di acqua prelevati dall’impianto idrico dell’edificio. Lo scopo può essere diverso a seconda della situazione. Un’analisi può essere effettuata, ad esempio, per:

  • verificare le caratteristiche microbiologiche dell’acqua;
  • controllare determinati parametri chimici e fisici;
  • approfondire un’anomalia segnalata dai condomini;
  • verificare la situazione di un impianto particolarmente vecchio;
  • valutare le condizioni dell’acqua dopo un intervento sull’impianto;
  • approfondire il rischio di contaminazione microbiologica;
  • valutare la presenza di determinati elementi, come il piombo, in situazioni in cui tale verifica sia pertinente;
  • effettuare controlli nell’ambito di un programma di manutenzione;
  • acquisire informazioni utili in caso di ristagni prolungati o periodi di inutilizzo;
  • documentare l’attività di controllo e manutenzione dell’impianto comune.

L’analisi di laboratorio, però, rappresenta soltanto una parte della gestione del rischio. Non è sufficiente prelevare una bottiglia d’acqua e inviarla a un laboratorio per poter affermare, in termini generali, che “l’acqua del condominio è sicura”. La qualità dell’acqua deve essere valutata anche in relazione al sistema idrico dell’edificio, alle sue caratteristiche e alle modalità di gestione. L’ISS sottolinea proprio l’importanza di valutare i possibili pericoli chimici e microbiologici presenti nei sistemi di distribuzione interni, richiamando tra gli elementi di attenzione anche piombo e Legionella.

 

PERCHÉ EFFETTUARE UN’ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO?

Uno degli errori più comuni consiste nel pensare che, poiché l’acqua dell’acquedotto è controllata, non sia necessario preoccuparsi dell’impianto interno del condominio. La situazione è più complessa. L’acqua che entra nell’edificio attraverso la rete dell’acquedotto deve attraversare una serie di componenti prima di arrivare al rubinetto dell’appartamento: rete pubblica → punto di consegna → impianto condominiale → eventuale serbatoio → eventuale autoclave → colonne montanti → tubazioni → diramazioni → rubinetto. Ogni elemento può avere caratteristiche differenti e richiedere specifiche attività di manutenzione. Il D.Lgs. 18/2023 definisce le acque destinate al consumo umano comprendendo quelle destinate all’uso potabile, alla preparazione di cibi e bevande e agli altri usi domestici. Il decreto disciplina inoltre diversi aspetti relativi alla sicurezza dell’acqua e ai sistemi di distribuzione. Di conseguenza, l’attenzione non dovrebbe essere rivolta esclusivamente alla qualità dell’acqua fornita dal gestore, ma anche alla corretta gestione della distribuzione interna.

 

LA QUALITÀ DELL’ACQUA PUÒ CAMBIARE ALL’INTERNO DEL CONDOMINIO?

Sì, ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti da comprendere. L’acqua fornita dal gestore può essere conforme ai requisiti previsti, ma il sistema di distribuzione interno può introdurre fattori di rischio o alterazioni. Tra le possibili cause da valutare troviamo:

TUBAZIONI OBSOLETE

Gli edifici più datati possono presentare tubazioni realizzate con materiali che oggi non vengono più utilizzati per le nuove installazioni o che possono richiedere particolare attenzione. In determinate circostanze, soprattutto in relazione a vecchi materiali e condizioni dell’impianto, può essere opportuno valutare specifici parametri chimici. Il tema del piombo è espressamente richiamato dalle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità relative ai sistemi idrici interni.

SERBATOI DI ACCUMULO

Alcuni condomini sono dotati di serbatoi o sistemi di accumulo. La loro corretta manutenzione è importante perché eventuali sedimenti, incrostazioni o contaminazioni possono influire sulla qualità dell’acqua distribuita. Per questo motivo, quando esiste un serbatoio condominiale, l’analisi dell’acqua dovrebbe essere accompagnata dalla verifica delle condizioni del sistema di accumulo.

AUTOCLAVI E SISTEMI DI PRESSURIZZAZIONE

Gli impianti di pressurizzazione richiedono manutenzione tecnica. Una gestione corretta dell’impianto contribuisce a mantenere in buone condizioni il sistema di distribuzione dell’acqua all’interno dell’edificio.

RISTAGNI

L’acqua che rimane a lungo inutilizzata all’interno delle tubazioni può rappresentare una situazione da valutare. Il fenomeno è particolarmente importante negli appartamenti rimasti vuoti per periodi prolungati, nelle seconde case e in alcune porzioni di impianto scarsamente utilizzate.

TEMPERATURE DELL’ACQUA

La temperatura rappresenta un altro fattore importante nell’analisi del rischio microbiologico. Questo aspetto assume particolare rilievo quando si parla di Legionella.

BIOFILM E SEDIMENTI

L’ISS segnala che una manutenzione inadeguata delle reti idriche interne può favorire l’accumulo di sedimenti e la proliferazione di biofilm. Per questo motivo un programma di gestione dell’acqua non dovrebbe limitarsi all’analisi periodica di laboratorio, ma dovrebbe comprendere anche una corretta attività di manutenzione.

 

ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO E LEGIONELLA

Uno degli argomenti che genera maggiore attenzione è la ricerca della Legionella. La Legionella è un batterio che può svilupparsi negli impianti idrici in presenza di condizioni favorevoli. L’infezione può avvenire attraverso l’inalazione o l’aspirazione di aerosol contaminato. Il rischio riguarda soprattutto determinati soggetti più vulnerabili, ma la gestione dell’impianto idrico rappresenta comunque un tema di prevenzione. Con il D.Lgs. 18/2023 è stato introdotto, per la prima volta in Italia, il monitoraggio obbligatorio della Legionella nelle acque destinate al consumo umano negli edifici prioritari. È fondamentale non trasferire automaticamente questo obbligo agli ordinari condomini residenziali. L’Istituto Superiore di Sanità precisa infatti che le abitazioni private e le aree condominiali sono considerate edifici non prioritari e che per essi non sussiste lo stesso obbligo previsto dalla normativa per gli edifici prioritari. Allo stesso tempo, l’ISS sottolinea l’utilità di verifiche e manutenzioni periodiche delle reti idriche di competenza dei responsabili dell’edificio. Questo significa che, in un condominio, la ricerca della Legionella può essere valutata nell’ambito di una gestione prudente e consapevole del rischio, soprattutto quando esistono condizioni impiantistiche che meritano attenzione. Nel 2024, inoltre, il sistema nazionale di sorveglianza ha registrato cluster di legionellosi associati anche a condomini. L’ISS ha richiamato l’attenzione sulla possibilità che anche edifici non prioritari possano essere coinvolti e ha raccomandato, in tali situazioni, verifiche periodiche nelle parti comuni dell’impianto.

QUANDO PUÒ ESSERE OPPORTUNO ANALIZZARE LA LEGIONELLA?

Non esiste una risposta valida indistintamente per ogni condominio. La frequenza e l’opportunità del campionamento dovrebbero essere valutate sulla base delle caratteristiche dell’edificio e dell’impianto. Tra gli elementi che possono giustificare un approfondimento rientrano:

  • presenza di un impianto centralizzato di acqua calda sanitaria;
  • presenza di serbatoi di accumulo;
  • impianti complessi;
  • lunghi tratti di tubazione;
  • ristagni;
  • parti dell’impianto scarsamente utilizzate;
  • temperature favorevoli alla proliferazione batterica;
  • impianti datati;
  • precedenti positività;
  • interventi di manutenzione o modifiche significative;
  • presenza di soggetti particolarmente vulnerabili;
  • segnalazioni o problematiche sanitarie;
  • periodi prolungati di inutilizzo dell’edificio;
  • condizioni che emergano da una valutazione tecnica del rischio.

La decisione non dovrebbe quindi essere presa esclusivamente sulla base di una “scadenza standard”, ma attraverso una valutazione coerente con le caratteristiche dell’impianto.

 

QUALI PARAMETRI POSSONO ESSERE ANALIZZATI?

Il pannello analitico deve essere definito in funzione dell’obiettivo dell’indagine. Non tutte le analisi sono necessarie in ogni condominio. Tra le categorie di parametri che possono essere valutate troviamo:

PARAMETRI MICROBIOLOGICI

Possono essere utilizzati per verificare eventuali contaminazioni microbiologiche e comprendere le condizioni igieniche dell’acqua. La scelta dei parametri deve essere effettuata dal laboratorio e dal tecnico incaricato sulla base dello scopo del campionamento e delle caratteristiche dell’impianto.

PARAMETRI CHIMICI

Possono essere valutati, quando pertinenti, diversi parametri relativi alla composizione dell’acqua. Tra questi possono rientrare, ad esempio:

  • metalli;
  • nitrati;
  • nitriti;
  • ammonio;
  • ferro;
  • manganese;
  • altri parametri previsti dal piano analitico.

Il parametro da ricercare deve essere scelto sulla base delle caratteristiche dell’impianto e della problematica da approfondire.

PARAMETRI FISICI E ORGANOLETTICI

Possono essere valutati anche aspetti quali:

  • colore;
  • torbidità;
  • odore;
  • sapore;
  • pH;
  • conducibilità.

Questi parametri possono fornire indicazioni utili, ma non devono essere confusi con una valutazione complessiva della potabilità. Un’acqua apparentemente limpida e inodore, infatti, non è necessariamente priva di contaminanti microbiologici o chimici.

 

ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO: COME SI SVOLGE CORRETTAMENTE?

Un’analisi affidabile non consiste semplicemente nel riempire una bottiglia sotto il rubinetto. Il campionamento è una fase fondamentale.

INDIVIDUAZIONE DELL’OBIETTIVO

Prima di procedere, è necessario stabilire perché si vuole analizzare l’acqua. È un controllo programmato? È stata segnalata un’anomalia? Si sospetta un problema all’impianto? È necessario verificare la presenza di Legionella? Si sta effettuando una verifica dopo un intervento? La risposta determina il tipo di campionamento e il pannello analitico.

INDIVIDUAZIONE DEI PUNTI DI PRELIEVO

Non sempre è sufficiente prelevare un unico campione. A seconda dell’obiettivo, possono essere valutati:

  • punto di ingresso dell’acqua nell’edificio;
  • locale tecnico;
  • serbatoio;
  • uscita dal sistema di accumulo;
  • ricircolo;
  • montante;
  • punti distali;
  • rubinetti rappresentativi.

Il confronto tra diversi punti può aiutare a capire dove si verifica un’eventuale alterazione.

PRELIEVO

Il campionamento deve essere eseguito secondo procedure adeguate al tipo di analisi. Questo è particolarmente importante per le analisi microbiologiche.

TRASPORTO

Il campione deve essere conservato e trasportato secondo le condizioni previste per il tipo di esame.

ANALISI DI LABORATORIO

Il laboratorio esegue le analisi richieste utilizzando metodiche appropriate.

INTERPRETAZIONE DEL RAPPORTO

Il rapporto di prova deve essere letto nel suo contesto. Un singolo valore fuori parametro non dovrebbe essere interpretato autonomamente senza considerare:

  • punto di prelievo;
  • modalità di campionamento;
  • caratteristiche dell’impianto;
  • eventuali interventi recenti;
  • normativa applicabile;
  • condizioni di utilizzo;
  • eventuali precedenti analitici.

 

ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO: INGRESSO O RUBINETTO?

Questa è una delle domande più importanti.

DOVE BISOGNA PRELEVARE L’ACQUA?

Dipende dall’obiettivo. Se si vuole valutare la qualità dell’acqua fornita dal gestore, può essere utile un punto rappresentativo prima che l’acqua attraversi determinate parti dell’impianto interno. Se invece si vuole valutare l’effetto dell’impianto condominiale, può essere più significativo effettuare campioni in punti successivi della rete interna. In alcuni casi, proprio il confronto tra campione iniziale e campione terminale può fornire informazioni importanti. Ad esempio:
Campione A – ingresso edificio
↓
Campione B – dopo serbatoio/autoclave
↓
Campione C – punto rappresentativo della distribuzione
↓
Campione D – punto distale

Un simile approccio può contribuire a distinguere un problema proveniente dalla rete di alimentazione da una problematica associata alla distribuzione interna.

 

CHI DEVE OCCUPARSI DELL’ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO?

La gestione delle parti comuni dell’impianto idrico rientra nell’ambito delle attività che l’amministrazione condominiale deve coordinare secondo le competenze previste dalla legge e dal regolamento condominiale. L’amministratore, in concreto, può:

  • raccogliere le segnalazioni dei condomini;
  • verificare la documentazione dell’impianto;
  • incaricare tecnici qualificati;
  • richiedere preventivi;
  • coordinare le attività di manutenzione;
  • organizzare eventuali campionamenti;
  • sottoporre all’assemblea gli interventi che richiedono una deliberazione;
  • conservare la documentazione relativa agli interventi;
  • comunicare ai condomini gli esiti delle attività effettuate;
  • coordinare eventuali interventi conseguenti a un risultato analitico problematico.

È importante distinguere il ruolo dell’amministratore da quello del laboratorio e del tecnico specializzato. L’amministratore non deve trasformarsi in un tecnico di laboratorio né interpretare autonomamente risultati microbiologici complessi. Il suo compito è soprattutto quello di gestire correttamente il processo, individuando professionisti competenti e assicurando che le problematiche relative alle parti comuni vengano affrontate in maniera documentata.

 

L’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO ÈOBBLIGATO A FARE L’ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO?

La risposta deve essere formulata con attenzione. Non esiste un obbligo generalizzato che imponga a ogni normale condominio residenziale di effettuare periodicamente un’analisi completa dell’acqua con una frequenza identica per tutti gli edifici. Il D.Lgs. 18/2023 introduce specifici obblighi e sistemi di controllo per gli edifici prioritari, mentre l’ISS colloca le abitazioni private e le aree condominiali tra gli edifici non prioritari. Questo, però, non significa che l’amministratore possa ignorare eventuali problemi dell’impianto. L’ISS evidenzia infatti che, anche negli edifici non prioritari, le figure responsabili della gestione dell’impianto devono prestare attenzione affinché l’acqua fornita dalla rete non venga deteriorata all’interno del sistema di distribuzione dell’edificio e indica come utili le verifiche e le manutenzioni periodiche. In altre parole: assenza di un obbligo generalizzato di analisi periodica non significa assenza di responsabilità nella corretta gestione dell’impianto comune. Questa distinzione è fondamentale.

 

COSA DEVE FARE UN AMMINISTRATORE QUANDO UN CONDOMINO SEGNALA UN PROBLEMA ALL’ACQUA?

Immaginiamo che un condomino segnali: “L’acqua ha uno strano odore.” Oppure: “L’acqua è torbida.” O ancora: “Dopo alcuni giorni di assenza l’acqua esce con un colore diverso.” La risposta non dovrebbe essere semplicemente “l’acqua dell’acquedotto è controllata”. È opportuno procedere per gradi.

PRIMO PASSAGGIO: RACCOGLIERE LA SEGNALAZIONE

L’amministratore dovrebbe chiedere informazioni precise:

  • quale appartamento è interessato;
  • quali rubinetti presentano il problema;
  • quando si è manifestato;
  • se il fenomeno è continuo o occasionale;
  • se interessa acqua fredda, calda o entrambe;
  • se interessa uno solo degli appartamenti;
  • se interessa più condomini;
  • se sono stati effettuati lavori recenti.

SECONDO PASSAGGIO: VERIFICARE L’IMPIANTO COMUNE

Occorre verificare se siano stati recentemente effettuati:

  • lavori idraulici;
  • interventi sull’autoclave;
  • manutenzioni;
  • modifiche alle tubazioni;
  • interventi sui serbatoi;
  • operazioni di spurgo;
  • disinfezioni.

TERZO PASSAGGIO: COINVOLGERE UN TECNICO

Se il problema riguarda le parti comuni, può essere opportuno incaricare un professionista per una valutazione dell’impianto.

QUARTO PASSAGGIO: VALUTARE IL CAMPIONAMENTO

Il tecnico o il laboratorio potrà indicare:

  • quali campioni effettuare;
  • dove prelevarli;
  • quali parametri analizzare;
  • come interpretare i risultati.

QUINTO PASSAGGIO: INTERVENIRE

Se viene individuata una criticità, il risultato dell’analisi delle acque in condominio deve essere trasformato in un piano di intervento. L’analisi, infatti, non è il punto di arrivo. È uno strumento per capire che cosa sta succedendo.

 

COSA SUCCEDE SE L’ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO DÀ ESITO POSITIVO?

Dipende da che cosa è risultato positivo, dal valore rilevato, dal punto di campionamento e dal contesto. Non tutti i risultati analitici hanno lo stesso significato. Per questo è importante evitare conclusioni automatiche. In presenza di un’anomalia, il percorso può prevedere:

  1. verifica del risultato;
  2. valutazione tecnica dell’impianto;
  3. eventuale ripetizione del campionamento;
  4. individuazione della causa;
  5. intervento correttivo;
  6. eventuale sanificazione;
  7. nuovo campionamento di controllo;
  8. documentazione delle attività effettuate.

La soluzione può quindi essere diversa a seconda del problema. Potrebbe essere necessario intervenire su una tubazione, su un serbatoio, sul sistema di accumulo, sulle temperature, sulle modalità di utilizzo o su altri componenti dell’impianto.

 

COSA FARE IN CASO DI PRESENZA DI LEGIONELLA?

La presenza di Legionella richiede particolare attenzione, ma non dovrebbe essere gestita con il semplice concetto “positivo = impianto pericoloso”. Il significato di un risultato deve essere interpretato alla luce della situazione concreta e delle indicazioni tecniche e sanitarie applicabili. Il professionista incaricato dovrà valutare, tra gli altri aspetti:

  • concentrazione rilevata;
  • punti di campionamento;
  • tipologia dell’impianto;
  • presenza di acqua calda sanitaria;
  • temperatura;
  • ristagni;
  • ricircolo;
  • condizioni di manutenzione;
  • eventuali precedenti;
  • caratteristiche degli occupanti;
  • eventuali casi di legionellosi associati.

L’ISS sottolinea l’importanza della gestione delle reti idriche interne e, con riferimento ai condomini coinvolti in cluster di legionellosi, ha raccomandato verifiche periodiche nelle parti comuni dell’impianto. In caso di risultato problematico, l’amministratore dovrebbe quindi affidarsi a professionisti qualificati e seguire le indicazioni tecniche e sanitarie ricevute.

 

QUANTO COSTA UN’ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO?

Non esiste un prezzo unico. Il costo dipende soprattutto dal tipo di analisi richiesta. Un conto è effettuare un controllo limitato su alcuni parametri. Un altro conto è predisporre un programma di campionamento articolato che comprenda:

  • più punti di prelievo;
  • analisi microbiologiche;
  • analisi chimiche;
  • ricerca della Legionella;
  • sopralluogo tecnico;
  • relazione;
  • eventuali campionamenti successivi.

Anche il numero di campioni incide significativamente sul costo complessivo. Per un condominio, quindi, è preferibile chiedere un preventivo dettagliato, verificando che specifichi:

  • numero di campioni;
  • punti di prelievo;
  • parametri analizzati;
  • modalità di campionamento;
  • costi di laboratorio;
  • eventuale sopralluogo;
  • relazione tecnica;
  • eventuale ripetizione delle analisi.

Un preventivo apparentemente economico potrebbe non essere realmente comparabile con un altro se comprende un numero molto diverso di parametri o campioni.

 

CHI PAGA L’ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO?

Se l’analisi riguarda un impianto o una parte comune, la spesa deve essere in linea generale ricondotta alle spese condominiali relative alla gestione e manutenzione della parte comune interessata, secondo i criteri applicabili al caso concreto. È importante però distinguere:

  • analisi dell’impianto comune;
  • problema specifico di un singolo appartamento;
  • intervento su una proprietà privata;
  • intervento su una parte comune;
  • controllo richiesto dall’assemblea;
  • intervento urgente.

Se, ad esempio, il problema è limitato alla tubazione interna di un singolo appartamento dopo il punto di diramazione, la situazione può essere diversa rispetto a un problema che interessa la colonna montante condominiale. La ripartizione concreta deve quindi essere valutata sulla base della natura della parte dell’impianto interessata e delle norme applicabili, senza applicare automaticamente una regola unica a ogni caso.

 

ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO E ASSEMBLEA CONDOMINIALE

Una questione importante riguarda il rapporto tra amministratore e assemblea. Se l’analisi è necessaria per affrontare una situazione urgente o per preservare le parti comuni, l’amministratore può trovarsi nella necessità di intervenire secondo le proprie competenze. Per attività non urgenti o per programmi strutturati di controllo, può invece essere opportuno sottoporre all’assemblea:

  • proposta;
  • preventivo;
  • motivazioni;
  • eventuale relazione tecnica;
  • piano di campionamento;
  • eventuali interventi successivi.

Una buona amministrazione dovrebbe evitare che la questione venga affrontata soltanto quando emerge un problema. È preferibile adottare un approccio preventivo, soprattutto nei condomini caratterizzati da impianti complessi o particolarmente datati.

 

PERCHÉ È IMPORTANTE CONSERVARE I RAPPORTI DI ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO?

La documentazione è un elemento importante della gestione condominiale. Il fascicolo relativo all’impianto idrico può comprendere:

  • rapporti di prova;
  • fatture;
  • preventivi;
  • verbali assembleari;
  • relazioni tecniche;
  • documentazione di manutenzione;
  • interventi di sanificazione;
  • fotografie;
  • schemi dell’impianto;
  • comunicazioni ai condomini;
  • eventuali prescrizioni o indicazioni tecniche.

Conservare una cronologia degli interventi consente di ricostruire nel tempo le condizioni dell’impianto. Ad esempio:
2024 – manutenzione serbatoio
↓
2025 – campionamento microbiologico
↓
2025 – intervento di manutenzione
↓
2026 – nuovo campionamento
Questo storico può essere estremamente utile se negli anni successivi emerge una problematica.

 

ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO E VECCHI EDIFICI

Gli edifici costruiti molti decenni fa meritano particolare attenzione. In un condominio storico possono coesistere:

  • tubazioni originarie;
  • tratti sostituiti;
  • materiali differenti;
  • vecchi serbatoi;
  • sistemi di pressurizzazione modificati nel tempo;
  • interventi eseguiti senza una documentazione completa.

In questi casi l’analisi delle acque in condominio può essere soltanto una delle attività da prendere in considerazione. Prima di stabilire il pannello analitico, può essere molto utile ricostruire la storia dell’impianto. Quali tubazioni sono presenti? Quando sono state sostituite? Esiste un serbatoio? È presente acqua calda centralizzata? Come viene gestito il ricircolo? Quando è stata effettuata l’ultima manutenzione? Esistono tratti inutilizzati? Queste informazioni possono aiutare il tecnico a individuare i rischi da approfondire.

 

IMPORTANZA DELLA MANUTENZIONE ORDINARIA

L’analisi delle acque in condominio non dovrebbe essere vista come un’alternativa alla manutenzione. Sono due attività differenti. Una corretta gestione può comprendere:

  • controllo delle tubazioni;
  • manutenzione dei serbatoi;
  • verifica degli impianti di pressurizzazione;
  • controllo delle temperature dove pertinente;
  • eliminazione dei ristagni;
  • gestione delle parti scarsamente utilizzate;
  • pulizia dei componenti;
  • verifica delle condizioni igieniche;
  • manutenzione degli impianti di acqua calda sanitaria;
  • controllo dei punti terminali.

L’ISS evidenzia proprio il ruolo della manutenzione delle reti idriche interne nella prevenzione dell’accumulo di sedimenti, della formazione di biofilm e della proliferazione di microrganismi.

 

CONDOMINIO VUOTO PER MESI: BISOGNA FARE QUALCOSA?

I periodi di inutilizzo prolungato meritano attenzione. Quando un appartamento o una porzione dell’edificio rimane inutilizzata, l’acqua può rimanere stagnante nelle tubazioni. Questo aspetto diventa particolarmente importante in presenza di condizioni che favoriscono la proliferazione microbiologica. L’ISS, parlando della prevenzione della legionellosi, richiama l’importanza del flussaggio periodico dell’acqua, soprattutto quando l’impianto non è stato utilizzato per diversi giorni. Per questo motivo, in presenza di appartamenti rimasti vuoti per periodi prolungati, può essere utile adottare corrette procedure di riattivazione dell’impianto, eventualmente sulla base delle indicazioni di un tecnico.

 

ACQUA CALDA SANITARIA E CONDOMINIO

L’acqua calda sanitaria merita una considerazione specifica. Negli impianti centralizzati possono essere presenti:

  • bollitori;
  • accumuli;
  • circuiti di ricircolo;
  • pompe;
  • reti estese;
  • punti terminali poco utilizzati.

La gestione delle temperature e del ricircolo può essere particolarmente importante nella valutazione del rischio microbiologico. In presenza di un impianto centralizzato di produzione dell’acqua calda, è quindi consigliabile che l’amministratore abbia una documentazione tecnica aggiornata e che la manutenzione venga affidata a personale competente.

 

L’ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO PUÒ SOSTITUIRE LA VALUTAZIONE TECNICA?

No. Questa è probabilmente una delle indicazioni più importanti per un amministratore. Un rapporto di laboratorio fotografa un campione in un determinato momento e in un determinato punto. Non descrive automaticamente l’intero impianto. Per esempio, un risultato conforme ottenuto da un rubinetto non dimostra necessariamente che ogni tratto della rete condominiale presenti le medesime caratteristiche. Al contrario, un’anomalia in un singolo punto non dimostra automaticamente che l’intero impianto sia contaminato. Per questo motivo l’approccio corretto dovrebbe essere: analisi + conoscenza dell’impianto + manutenzione + valutazione del rischio + eventuale verifica successiva.

 

QUALI ERRORI DOVREBBE EVITARE UN AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO?

PENSARE CHE L’ACQUEDOTTO GARANTISCA AUTOMATICAMENTE TUTTO IL SISTEMA INTERNO

La qualità dell’acqua all’ingresso dell’edificio non elimina la necessità di gestire correttamente l’impianto interno.

FARE ANALISI CASUALI

Un pannello analitico scelto senza una motivazione tecnica può fornire informazioni limitate.

ANALIZZARE UN SOLO PUNTO QUANDO IL PROBLEMA RIGUARDA L’INTERA RETE

In determinate situazioni può essere necessario confrontare diversi punti.

IGNORARE LA MANUTENZIONE

Il controllo di laboratorio non sostituisce la manutenzione.

CONSIDERARE OGNI RISULTATO POSITIVO COME EQUIVALENTE

I risultati devono essere interpretati in relazione al parametro, alla concentrazione, al punto di campionamento e al contesto.

SOTTOVALUTARE GLI IMPIANTI DI ACQUA CALDA

Gli impianti centralizzati meritano una particolare attenzione sotto il profilo della gestione del rischio microbiologico.

NON DOCUMENTARE GLI INTERVENTI

La documentazione dovrebbe essere conservata e organizzata.

INTERVENIRE SENZA UN TECNICO QUANDO LA PROBLEMATICA È COMPLESSA

In presenza di criticità microbiologiche o chimiche è opportuno affidarsi a professionisti competenti.

 

POSSIBILE PROTOCOLLO DI GESTIONE DELL’ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO PER L’AMMINISTRATORE

Un’amministrazione condominiale può strutturare la gestione dell’impianto idrico attraverso un percorso organizzato.

FASE 1 – CENSIMENTO

Raccogliere informazioni su:

  • anno di costruzione;
  • tipologia dell’impianto;
  • materiali;
  • serbatoi;
  • autoclave;
  • produzione acqua calda;
  • ricircolo;
  • interventi precedenti.

FASE 2 – VALUTAZIONE TECNICA

Far eseguire, quando opportuno, un sopralluogo da parte di un tecnico qualificato.

FASE 3 – IDENTIFICAZIONE DEI RISCHI

Individuare:

  • ristagni;
  • temperature critiche;
  • sedimenti;
  • materiali da approfondire;
  • parti scarsamente utilizzate;
  • componenti da manutenere.

FASE 4 – PIANO ANALITICO

Stabilire:

  • numero di campioni;
  • punti di prelievo;
  • parametri;
  • frequenza;
  • modalità di campionamento.

FASE 5 – ANALISI

Affidare i campioni a un laboratorio competente.

FASE 6 – INTERPRETAZIONE

Analizzare il rapporto insieme alla documentazione tecnica dell’impianto.

FASE 7 – EVENTUALE INTERVENTO

Procedere con le azioni correttive necessarie.

FASE 8 – VERIFICA

Se necessario, ripetere i campionamenti per verificare l’efficacia dell’intervento.

FASE 9 – ARCHIVIAZIONE

Conservare tutta la documentazione. Questo modello consente di trasformare l’analisi delle acque in condominio da attività occasionale a strumento di gestione ordinata dell’impianto condominiale.

 

COSA DOVREBBE COMUNICARE L’AMMINISTRATORE AI CONDOMINI?

La comunicazione è importante soprattutto quando si effettuano analisi per una problematica specifica. Una comunicazione efficace dovrebbe spiegare:

  • perché viene effettuato il controllo;
  • quali parti dell’impianto sono interessate;
  • chi effettuerà il campionamento;
  • quando verranno eseguiti i prelievi;
  • quali parametri saranno analizzati;
  • quando saranno disponibili i risultati;
  • quali eventuali interventi potranno essere necessari.

È opportuno evitare comunicazioni allarmistiche prima di avere dati verificati. Allo stesso modo, non è corretto minimizzare una problematica concreta. L’approccio più efficace è quello tecnico, documentato e trasparente.

 

ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO: OBBLIGO O PREVENZIONE?

Questa è probabilmente la domanda che gli amministratori ricevono più frequentemente. La risposta può essere sintetizzata così: Per il normale condominio residenziale non esiste un obbligo generale di effettuare indistintamente una determinata analisi dell’acqua a intervalli fissi, come invece avviene in specifici edifici prioritari soggetti al quadro normativo del D.Lgs. 18/2023. Tuttavia, la corretta gestione e manutenzione dell’impianto idrico condominiale rimane importante e, in presenza di fattori di rischio o problematiche specifiche, le verifiche analitiche possono essere uno strumento utile. L’ISS definisce infatti condomini e abitazioni private come edifici non prioritari e sottolinea l’utilità delle verifiche e della manutenzione degli impianti di competenza. Questa distinzione consente di evitare due errori opposti: “Non siamo obbligati, quindi non dobbiamo mai controllare l’acqua.” e “Ogni condominio deve obbligatoriamente effettuare ogni anno un’analisi completa.” Né l’una né l’altra affermazione rappresentano correttamente la situazione generale.

 

QUAL È IL RUOLO DEL LABORATORIO?

Il laboratorio deve essere scelto in funzione del tipo di analisi da eseguire. È importante verificare che disponga delle competenze e delle procedure necessarie per il tipo di prova richiesta. Prima di incaricarlo, l’amministratore dovrebbe chiarire:

  • quali parametri verranno analizzati;
  • quali metodiche saranno utilizzate;
  • come verrà effettuato il campionamento;
  • chi effettuerà il prelievo;
  • come verranno identificati i campioni;
  • come saranno trasportati;
  • quale documentazione verrà rilasciata.

Per alcune problematiche è inoltre importante che il campionamento venga progettato in modo coerente con l’obiettivo dell’indagine.

 

ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO: PERCHÉ AFFIDARSI A PROFESSIONISTI

Un controllo ben progettato può fornire informazioni molto più utili rispetto a un semplice test acquistato occasionalmente. Il professionista può infatti aiutare a rispondere alle domande realmente importanti: Dove campionare? Cosa cercare? Quanti campioni effettuare? Come interpretare i risultati? Quale parte dell’impianto verificare? È necessario ripetere il test? Quale intervento può essere necessario? Questo approccio è particolarmente importante quando si sospettano problematiche relative a Legionella, vecchie tubazioni, serbatoi o impianti centralizzati complessi.

 

DOMANDE FREQUENTI SU ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO – FAQ

L’ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO È OBBLIGATORIA?

Non esiste un obbligo generalizzato che imponga a ogni condominio residenziale di effettuare periodicamente una specifica analisi completa dell’acqua. La normativa distingue gli edifici prioritari dagli edifici non prioritari: le abitazioni private e le aree condominiali rientrano generalmente tra gli edifici non prioritari. Questo non significa, tuttavia, che l’impianto idrico condominiale possa essere trascurato. La corretta manutenzione e la gestione di eventuali criticità rimangono importanti per preservare la qualità dell’acqua all’interno dell’edificio.

OGNI QUANTO BISOGNA ANALIZZARE L’ACQUA DEL CONDOMINIO?

Non esiste una frequenza unica valida per tutti i condomini residenziali. L’opportunità di effettuare controlli periodici dipende dalle caratteristiche dell’impianto, dalla sua anzianità, dalla presenza di serbatoi o sistemi di accumulo, dall’impianto di acqua calda sanitaria, da eventuali ristagni, dalla manutenzione effettuata e da precedenti problematiche. In presenza di specifici fattori di rischio, il tecnico incaricato può suggerire un programma di campionamento.

CHI DEVE PAGARE L’ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO?

Quando il controllo riguarda l’impianto idrico condominiale o una sua parte comune, la relativa spesa rientra normalmente tra quelle connesse alla gestione e manutenzione delle parti comuni, secondo i criteri di ripartizione applicabili. Se invece il problema riguarda esclusivamente una parte privata dell’impianto, la ripartizione può essere differente. È quindi necessario valutare concretamente l’origine della problematica e la parte dell’impianto interessata.

QUANTO COSTA FARE UN’ANALISI DELL’ACQUA IN CONDOMINIO?

Il costo dipende dal tipo e dal numero delle analisi richieste. Incidono, tra gli altri fattori:

  • numero di campioni;
  • numero di punti di prelievo;
  • parametri microbiologici;
  • parametri chimici;
  • eventuale ricerca della Legionella;
  • sopralluogo tecnico;
  • modalità di campionamento;
  • relazione finale;
  • eventuali analisi di controllo successive.

Per questo motivo è consigliabile richiedere un preventivo dettagliato a un laboratorio o professionista qualificato.

CHI PUÒ EFFETTUARE IL PRELIEVO DELL’ACQUA?

Il campionamento dovrebbe essere effettuato secondo procedure appropriate al tipo di analisi richiesta. In particolare, per le analisi microbiologiche è importante che il prelievo, la conservazione e il trasporto del campione siano eseguiti correttamente. È quindi preferibile affidare l’attività a un laboratorio o a un professionista qualificato, evitando di raccogliere autonomamente il campione quando ciò potrebbe comprometterne l’affidabilità.

È SUFFICIENTE ANALIZZARE L’ACQUA DI UN SOLO APPARTAMENTO?

Non necessariamente. Se l’obiettivo è verificare una problematica dell’impianto condominiale, un unico campione potrebbe non essere sufficiente per comprendere l’origine del problema. A seconda della situazione, possono essere effettuati prelievi in punti differenti, ad esempio all’ingresso dell’edificio, dopo un serbatoio o un sistema di accumulo e in uno o più punti terminali. Il tecnico può quindi definire il piano di campionamento più appropriato.

SE L’ACQUA DELL’ACQUEDOTTO È POTABILE, BIOSGNA COMUNQUE CONTROLLARE L’IMPIANTO CONDOMINIALE?

La qualità dell’acqua fornita dal gestore e quella dell’acqua dopo il passaggio attraverso l’impianto interno sono aspetti distinti. Tubazioni, serbatoi, sistemi di accumulo, autoclavi, ristagni e altri componenti possono influenzare le condizioni dell’acqua all’interno dell’edificio. Per questo la manutenzione dell’impianto di distribuzione interno rimane importante anche quando l’acqua fornita dal gestore rispetta i requisiti previsti.

LA PRESENZA DI LEGIONELLA NEL CONDOMINIO È PERICOLOSA?

La Legionella è un batterio che può proliferare in determinate condizioni all’interno degli impianti idrici e può causare legionellosi. Il significato di un risultato positivo deve essere valutato considerando, tra gli altri elementi, concentrazione rilevata, punti di campionamento, caratteristiche dell’impianto, temperature, ristagni e condizioni di manutenzione. Un eventuale riscontro non dovrebbe quindi essere interpretato autonomamente, ma valutato con il supporto di professionisti competenti.

NEI CONDOMINI È OBBLIGATORIO CERCARE LA LEGIONELLA?

Non esiste un obbligo generalizzato identico per tutti i condomini residenziali. Il D.Lgs. 18/2023 prevede specifici obblighi di monitoraggio della Legionella per gli edifici prioritari. Le abitazioni private e le aree condominiali sono invece generalmente classificate come edifici non prioritari. La ricerca della Legionella può comunque essere presa in considerazione nell’ambito di una valutazione tecnica del rischio, soprattutto in presenza di particolari condizioni dell’impianto o di problematiche pregresse.

COSA FARE SE L’ANALISI DELL’ACQUA RILEVA UN’ANOMALIA?

Il primo passo consiste nell’interpretare correttamente il risultato. A seconda della problematica possono essere necessari:

  1. verifica del risultato;
  2. sopralluogo tecnico;
  3. individuazione della possibile causa;
  4. intervento sull’impianto;
  5. eventuale sanificazione;
  6. nuovo campionamento;
  7. verifica dell’efficacia dell’intervento.

Non tutte le anomalie richiedono lo stesso tipo di intervento.

COSA DEVE FARE L’AMMINISTRATORE SE UN CONDOMINO SEGNALA ACQUA TORBIDA O CON CATTIVO ODORE?

L’amministratore dovrebbe raccogliere la segnalazione e verificare se il fenomeno interessa un solo appartamento oppure più unità immobiliari. È inoltre utile verificare se siano stati eseguiti recentemente lavori sull’impianto, interventi sull’autoclave, manutenzioni dei serbatoi o altre operazioni. Se la problematica può interessare una parte comune, l’amministratore può incaricare un tecnico per effettuare una verifica dell’impianto e valutare l’eventuale necessità di un campionamento.

L’ACQUA CON CATTIVO ODORE È NECESSARIAMENTE CONTAMINATA?

No. Un odore o un sapore insolito può avere diverse cause e non consente, da solo, di stabilire se l’acqua sia microbiologicamente o chimicamente contaminata. Per comprendere l’origine del problema può essere necessario verificare l’impianto ed effettuare analisi specifiche.

LE VECCHIE TUBAZIONI CONDOMINIALI POSSONO INFLUIRE SULLA QUALITÀ DELL’ACQUA?

Sì, le caratteristiche e lo stato delle tubazioni sono elementi che possono essere rilevanti nella valutazione dell’impianto. Negli edifici più datati possono essere presenti materiali differenti da quelli utilizzati nelle installazioni moderne. In determinate situazioni può quindi essere opportuno approfondire specifici parametri, anche in relazione ai materiali presenti.

I SERBATOI CONDOMINIALI DEVONO ESSERE CONTROLLATI?

Sì, quando presenti, i serbatoi e gli altri sistemi di accumulo devono essere correttamente gestiti e sottoposti alla manutenzione prevista per il loro utilizzo. La presenza di sedimenti, incrostazioni o condizioni favorevoli alla proliferazione microbiologica può rendere particolarmente importante la verifica del sistema di accumulo.

COSA SUCCEDE ALL’ACQUA QUANDO UN APPARTAMENTO RIMANE VUOTO PER MOLTO TEMPO?

Un lungo periodo di inutilizzo può favorire il ristagno dell’acqua nelle tubazioni dell’appartamento. Prima di utilizzare nuovamente l’impianto dopo un periodo prolungato di assenza, può essere opportuno adottare procedure di flussaggio e riattivazione coerenti con le caratteristiche dell’impianto. In caso di dubbi, è consigliabile chiedere indicazioni al manutentore o a un tecnico qualificato.

L’AMMINISTRATORE DEVE COMUNICARE AI CONDOMINI I RISULTATI DELLE ANALISI?

Quando vengono effettuati controlli sull’impianto condominiale, è buona prassi informare i condomini sulle attività svolte e sugli eventuali interventi conseguenti, nel rispetto della documentazione e delle competenze dell’amministrazione. In presenza di una criticità che richieda interventi o precauzioni, la comunicazione ai residenti assume particolare importanza.

È MEGLIO FARE UN’ANALISI COMPLETA UNA VOLTA ALL’ANNO O CONTROLLARE PERIODICAMENTE L’IMPIANTO?

Non esiste una risposta valida per ogni edificio. Un’analisi molto ampia ma scollegata dalle caratteristiche dell’impianto potrebbe essere meno utile di un programma di controllo progettato sulla base dei rischi specifici. L’approccio più efficace consiste generalmente nell’integrare manutenzione, conoscenza dell’impianto, valutazione del rischio e analisi di laboratorio quando necessarie.

COME SCEGLIERE UN LABORATORIO PER L’ANALISI DELL’ACQUA CONDOMINIALE?

È opportuno verificare che il laboratorio sia qualificato per le prove richieste e chiedere preventivamente informazioni su:

  • parametri analizzati;
  • metodiche utilizzate;
  • modalità di campionamento;
  • modalità di conservazione e trasporto;
  • numero di campioni;
  • tempi di risposta;
  • documentazione rilasciata.

Per problematiche particolari, come la ricerca della Legionella, è consigliabile affidarsi a strutture con esperienza specifica nel settore.

L’ANALISI DELL’ACQUA GARANTISCE CHE L’ACQUA DEL CONDOMINIO SIA SEMPRE SICURA?

No. Un’analisi rappresenta una fotografia della situazione relativa al campione prelevato, in uno specifico momento e in uno specifico punto dell’impianto. Per questo un risultato conforme non sostituisce la corretta manutenzione dell’impianto. La sicurezza dell’acqua deve essere considerata come il risultato di una gestione complessiva che comprende manutenzione, prevenzione, controllo e, quando necessario, analisi.

QUANDO È CONSIGLIABILE RIVOLGERSI A UN TECNICO?

È opportuno valutare il coinvolgimento di un tecnico quando:

  • l’edificio dispone di un impianto idrico complesso;
  • sono presenti serbatoi o sistemi di accumulo;
  • l’impianto è particolarmente datato;
  • si verificano anomalie dell’acqua;
  • sono presenti problemi ricorrenti;
  • sono stati riscontrati valori anomali nelle analisi;
  • si sospetta la presenza di Legionella;
  • sono necessari interventi di manutenzione o risanamento;
  • si vuole predisporre un programma strutturato di controllo.

 

ANALISI DELLE ACQUE IN CONDOMINIO

L’acqua potabile è una delle infrastrutture fondamentali di qualsiasi edificio. La sua qualità non dipende soltanto dall’acquedotto, ma anche dalle condizioni della rete interna e dalle modalità con cui questa viene mantenuta. Il quadro introdotto dal D.Lgs. 18/2023 ha rafforzato l’attenzione sulla sicurezza dell’acqua e sulla gestione dei sistemi di distribuzione interni, introducendo specifici obblighi per gli edifici prioritari e fornendo un approccio basato sulla valutazione del rischio. Per i condomini residenziali, classificati generalmente come edifici non prioritari, non esiste un obbligo generalizzato di effettuare una determinata analisi dell’acqua con una frequenza prestabilita. L’ISS sottolinea però l’importanza della corretta gestione e manutenzione delle reti interne anche in questi edifici. Per un’amministrazione condominiale responsabile, quindi, l’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente “fare un’analisi”, ma conoscere l’impianto, mantenerlo correttamente, individuare eventuali fattori di rischio e intervenire tempestivamente quando emerge una criticità. Un buon programma di gestione può comprendere: conoscenza dell’impianto → manutenzione → valutazione del rischio → eventuale campionamento → analisi di laboratorio → interpretazione → intervento → verifica. È questo approccio, più che il semplice risultato di una singola analisi, a consentire una gestione consapevole dell’acqua nelle parti comuni del condominio.

 

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Foto Agenzia Liverani